Ieri ho conosciuto un ragazzo del 2002, un amico della Mati, che da circa un mese e mezzo ha deciso di comprarsi un telefono di quei modelli da nonni, vecchissimi, senza internet e applicazioni. Dice che a causa del telefono ogni volta che voleva fare qualcosa (come uscire, dipingere, produrre) decideva di non farla per l'inerzia del “sto due minuti su instagram” che poi diventavano un'ora o più. Ha detto che sta andando meglio di come si aspettasse e fa molte più cose, che bello conoscere queste persone che quando sei con loro assapori davvero il momento in cui vivi, senza necessità di dover distrarti al telefono per qualche secondo o minuto.
Sono onesta: non so nemmeno cosa scrivere e come esternare questo caos che ho dentro. Non vedo più nulla, non sento più nulla. Ogni giorno devo necessariamente essere sotto effetto di alcol per dormire. Ascolto da quando mi alzo la musica per spegnere i pensieri. Mi sento pesante e in piedi davanti ad un burrone in cui mi sto per buttare a capofitto senza nessuno che mi tiene la mano. Devo sedermici dentro? Cosa devo fare? Perché nessuno mi capisce?
Sento che mi manca un tassello, ma non riesco a trovarlo.
Vorrei avere di nuovo il coraggio e la forza, la voglia di buttarmi nel mondo e di trovare il mio posto, ma sento solo sconforto e paura. Non so neanche quali mezzi utilizzare per provare a muovermi.
Mi sono bloccata completamente, non ho più alcuna spinta e motivazione, gli interessi si affievoliscono sempre di più insieme alla fiducia di poter essere o diventare qualcosa di cui andare fieri.
Mi vedo da lontano, quella persona che vorrei, anzi che volevo essere , è ormai così sfocata ed irraggiungibile. Pensavo di essermi trovata in estate, ma è dovuto succedere qualcosa che mi ha prosciugato completamente nelle mie forze. La vita purtroppo non guarda mai in faccia a nessuno
Un tempo mi piaceva molto parlare delle mie emozioni, descrivere quanto mi sentissi empatica e percepissi fino alle ossa le piccole cose, la natura, una canzone. Adesso invece è tutto coperto da una ragnatela grigia, spessa, polvere, sono annebbiata. È tutto molto più spento ed indifferente. Ho perso tanto il contatto con me stessa, con la mia anima ed il mio io interiore. So che sono ancora lì, sepolta da qualche parte.
Un tempo mi piaceva molto parlare delle mie emozioni, descrivere quanto mi sentissi empatica e percepissi fino alle ossa le piccole cose, la natura, una canzone. Adesso invece è tutto coperto da una ragnatela grigia, spessa, polvere, sono annebbiata. È tutto molto più spento ed indifferente. Ho perso tanto il contatto con me stessa, con la mia anima ed il mio io interiore. So che sono ancora lì, sepolta da qualche parte.
Ho realizzato di dover tornare dalla psicologa, o psicologo. Ne troverò una/uno nuova/o. I problemi, man mano che si cresce, diventano sempre meno interessanti e meno romantici. Ti rendi conto che per farti una vita li devi eliminare, non se li accolla nessuno. A nessuno interessano. Triste realtà, sei solo